Formazione AI per aziende: cosa insegnare ai dipendenti.
In Svizzera più della metà di chi usa l’AI al lavoro l’ha già usata contro le regole dell’azienda. Vietarla non serve. Una buona formazione AI per aziende sta in mezza giornata di pratica e una pagina di regole.
74%
di chi usa l’AI al lavoro in Svizzera si è fidato di un risultato senza controllarlo.
KPMG / Università di Melbourne, 2025In breve
- Fra chi usa l’AI al lavoro in Svizzera, il 52% l’ha usata contro le regole dell’azienda e il 74% si è fidato di un risultato senza controllarlo.
- Vietarla non basta. Funzionano poche regole scritte e mezza giornata di pratica sugli strumenti che usate già.
- Account personale e account aziendale non sono la stessa cosa: cambiano il contratto e quello che succede ai dati.
- Se i risultati dell’AI finiscono nell’UE, l’AI Act chiede misure per formare chi la usa. Da luglio 2026 in forma più leggera.
Martedì mattina, in uno studio medico con quattro persone. La segretaria deve riassumere un referto di tre pagine per una lettera. Apre ChatGPT sul telefono, con il suo account personale, e incolla tutto: nome del paziente, data di nascita, diagnosi. Due minuti dopo il riassunto è pronto, ed è anche scritto bene.
Nessuno in studio lo sa, e nessuno le ha mai detto che non si fa. Lo studio è di fantasia; i numeri qui sotto dicono quanto spesso l’AI si usa così, senza regole. Una formazione AI per aziende serve a questo: cosa insegnare, in che ordine, e quali regole scrivere prima del corso.
I tuoi collaboratori usano già l’AI
Secondo l’Ufficio federale di statistica, nel 2025 il 47% della popolazione svizzera dichiarava di usare l’AI generativa, cioè strumenti come ChatGPT, Gemini o Copilot che scrivono testi e rispondono a domande. In Europa solo Norvegia e Danimarca fanno di più1.
Una parte di questo uso entra in ufficio. Nel sondaggio fatto da Innofact per Comparis a marzo 2026, il 31,4% di chi usa i chatbot li usa per il lavoro di tutti i giorni, per riassumere o scrivere testi. Un anno prima era il 26,6%2. Fra i lavoratori svizzeri sentiti da KPMG e dall’Università di Melbourne, il 65% dice di usare l’AI al lavoro in modo regolare e voluto3.
Anche se in azienda nessuno ha deciso niente, l’AI c’è già: nel browser, sul telefono, in un account privato. Resta da capire come la usano.
Il rischio è l’uso senza regole
KPMG e l’Università di Melbourne hanno sentito 48’000 persone in 47 Paesi fra novembre 2024 e gennaio 2025, circa mille per Paese. La scheda della Svizzera, sulle persone che usano l’AI al lavoro, dice questo3.
52%
ha usato l’AI in modi contrari alle regole o alle linee guida dell’azienda.
KPMG / Università di Melbourne, 202563%
ha fatto errori nel proprio lavoro per colpa dell’AI.
KPMG / Università di Melbourne, 2025Nella stessa scheda il 74% dice di essersi basato su un risultato dell’AI senza verificare se era giusto, e il 69% di aver presentato come proprio un contenuto fatto con l’AI. Sono numeri più alti della media mondiale: nel mondo, chi ha usato l’AI contro le regole dell’azienda è il 44%3.
Questi errori non dipendono dallo strumento. Dipendono da due cose che nessuno ha spiegato: cosa si può incollare, e cosa va controllato prima di usarlo.
Vietare l’AI non la toglie dall’ufficio.
La sposta sul telefono privato.
Anche la Confederazione ragiona così. Nel rapporto d’attività 2025/2026, l’IFPDT (Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza) scrive di aver ottenuto che i collaboratori chiamati ad attuare la strategia dell’amministrazione federale sull’AI vengano formati e abbiano accesso a materiale di studio4.
Formazione AI in azienda: il programma di mezza giornata
Per la maggior parte delle PMI basta mezza giornata fatta bene, sui documenti veri dell’azienda e con gli strumenti che usate già. Ecco come la impostiamo noi.
- Come ragiona (30 minuti). Un modello linguistico non cerca la risposta giusta: scrive il seguito più probabile. Per questo sbaglia con sicurezza su nomi, cifre, date e articoli di legge. Chi lo capisce smette di fidarsi a occhi chiusi.
- Cosa non si incolla (45 minuti). Dati sulla salute, stipendi, dati dei clienti con nome e cognome, password, documenti coperti da segreto professionale. Si impara a togliere i dati prima: «Cliente A» al posto del nome, niente date di nascita, niente IBAN.
- Chiedere bene (60 minuti). Contesto, un esempio, il formato del risultato. Si lavora su casi vostri: il sollecito da scrivere in tedesco, la risposta a un reclamo, il verbale della riunione di lunedì.
- Controllare (45 minuti). Ogni numero, nome e citazione si verifica sulla fonte. La regola è una sola: se non lo puoi controllare, non lo usi.
- Le regole della casa (30 minuti). Si leggono insieme, si discutono i casi dubbi e si decide chi risponde alle domande dopo il corso.
Con le pause fanno quattro ore.
| Reparto | Un uso utile | Cosa controllare sempre |
|---|---|---|
| Amministrazione | Una bozza di sollecito cortese, in tedesco o in francese | Importi, scadenze, nome del cliente |
| Vendita | La risposta a una richiesta arrivata per email | Prezzi e condizioni: vengono dal listino, non dall’AI |
| Cantiere e officina | Un messaggio vocale che diventa un rapporto di lavoro | Ore, materiali, nome del cantiere |
| Direzione | Il riassunto di un contratto lungo | Le clausole, lette sul testo originale |
Se serve più tempo, organizziamo anche corsi per aziende e professionisti, online, in presenza o su misura.
Quando un corso non serve
Se in azienda nessuno usa l’AI e non avete intenzione di usarla, basta una riga nelle regole interne. E se l’AI lavora solo dentro un’automazione già costruita, non serve che tutti imparino a scrivere prompt: basta che chi approva il risultato sappia cosa guardare.
Le regole della casa, in una pagina
Le regole si scrivono prima del corso, non dopo. Una pagina basta. Se è più lunga, nessuno la rilegge.
Le regole in una pagina
- Cosa non si incolla mai. Dati sulla salute, stipendi, dati dei clienti con nome, password, documenti coperti da segreto professionale. Se serve, si anonimizza prima.
- Quale strumento. Solo quello scelto dall’azienda, con l’account aziendale. Scrivete il nome dello strumento.
- Cosa si controlla. Fatti, nomi, numeri, date e articoli di legge, sempre sulla fonte.
- Chi firma. Un testo fatto con l’AI esce con il nome di una persona che l’ha letto tutto.
- Con i clienti. Se un cliente parla con un assistente AI, in chat, su WhatsApp o al telefono, lo deve sapere.
- Chi risponde ai dubbi. Una persona, con nome e cognome.
Sulla regola dei clienti, l’IFPDT ricorda che chi parla con un modello linguistico ha il diritto di sapere se sta comunicando con una macchina5.
Lo studio medico, con le regole
Il referto del martedì
Il referto contiene dati sulla salute, che per la nLPD sono dati degni di particolare protezione (art. 5)6. In più il Codice penale punisce, a querela, i medici e i loro ausiliari che rivelano segreti confidati per la professione (art. 321)7. La segretaria è un’ausiliaria del medico.
Con le regole in una pagina, lo stesso martedì va così: il referto non entra in una chat personale. Se lo studio vuole usare l’AI per i riassunti, sceglie uno strumento con un contratto sulla protezione dei dati, decide con il medico cosa può entrarci e prima chiede a un avvocato se il segreto professionale lo permette. Il riassunto lo rilegge e lo firma il medico.
Account personale o aziendale: non è la stessa cosa
Nel sondaggio di EY di maggio 2026, il 29% degli intervistati dice che in azienda si possono usare account privati come ChatGPT, e per l’8% sono l’unico modo di usare l’AI8. Il campione di EY però ha molte aziende grandi.
| Aspetto | Account personale | Account aziendale |
|---|---|---|
| Chi firma con il fornitore | Il collaboratore | L’azienda |
| Le chat addestrano i modelli? | Con ChatGPT possono, se non disattivi l’opzione | No: ChatGPT Business ed Enterprise salvo tuo consenso, Microsoft Copilot con account di lavoro |
| Accordo sul trattamento dei dati | No | Sì: con Microsoft è incluso, con OpenAI si firma su richiesta |
| Chi decide chi vede cosa | Il collaboratore | L’azienda |
Se tieni l’account personale, almeno disattiva l’addestramento: in ChatGPT si fa nelle impostazioni, alla voce dei controlli sui dati. OpenAI avverte però che se dai un pollice su o giù a una risposta, tutta la conversazione può servire ad addestrare i modelli, anche dopo che hai disattivato l’opzione9.
Per i dati dei clienti un account personale non basta. La nLPD chiede che chi tratta dati per conto tuo sia legato a te da un contratto e sia in grado di garantire la sicurezza dei dati (art. 9)6. Con l’account personale il contratto non è fra l’azienda e il fornitore. Ne parliamo nell’articolo su ChatGPT e nLPD.
Se lavori con l’UE: cosa chiede l’AI Act
L’AI Act è il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. Non è una legge svizzera, ma può riguardarti: vale anche per chi sta fuori dall’UE quando il risultato prodotto dal sistema di AI viene usato nell’UE (art. 2)12. Un esempio: un’agenzia di Chiasso che prepara con l’AI testi e offerte per clienti italiani.
Dal 2 febbraio 2025 l’articolo 4 chiede a chi fornisce o usa sistemi di AI di occuparsi dell’alfabetizzazione del personale, cioè delle competenze per usarla con criterio. Nella prima versione bisognava adottare misure per garantire, nella misura del possibile, «un livello sufficiente»12. Il regolamento (UE) 2026/1744, in vigore dal 27 luglio 2026, ha riscritto l’articolo13.
«I fornitori e i deployer di sistemi di IA adottano misure volte a sostenere lo sviluppo dell’alfabetizzazione in materia di IA del loro personale [...]. Tale obbligo non impone ai fornitori o ai deployer di garantire un livello specifico di alfabetizzazione in materia di IA per alcuna persona.»
In parole semplici: l’obbligo resta, ma chiede misure, non un livello da certificare. Il «deployer» è chi usa un sistema di AI per lavoro, cioè anche la tua azienda. Una formazione fatta sui vostri strumenti, con le regole scritte e l’elenco di chi l’ha seguita, è il modo più semplice per mostrare che ci avete pensato. Nessun corso, il nostro compreso, ti mette in regola da solo.
In Svizzera una legge sull’AI non c’è ancora. Il Consiglio federale prepara un progetto da mettere in consultazione entro la fine del 202614, e intanto vale la legge sulla protezione dei dati. Questo articolo non è una consulenza legale: per il tuo caso, chiedi al tuo fiduciario o a un avvocato.
Se vuoi un corso per la tua squadra, in azienda o online, scrivici. Lo costruiamo sui vostri strumenti e sui vostri documenti, partendo dalla pagina di regole.
Fonti
- Usi dell’IA generativa da parte della popolazione nel 2025. Ufficio federale di statistica (UST), 21 aprile 2026.
- Comunicato Comparis sull’uso degli assistenti AI in Svizzera (in tedesco). Sondaggio Innofact su 1’035 persone in tutte le regioni, marzo 2026. Comparis, 2 aprile 2026.
- Trust, attitudes and use of artificial intelligence: A global study 2025. Key global findings and country insights. KPMG e Università di Melbourne, 2025. Dati mondiali a p. 5, scheda della Svizzera a p. 92. Sondaggio fra novembre 2024 e gennaio 2025.
- 33° rapporto d’attività 2025/2026 (in tedesco), capitolo sull’intelligenza artificiale. IFPDT, 30 giugno 2026.
- Update: l’attuale legge sulla protezione dei dati è direttamente applicabile all’IA. IFPDT, 8 maggio 2025.
- Legge federale sulla protezione dei dati (LPD), RS 235.1, art. 5 e 9. Fedlex, in vigore dal 1° settembre 2023.
- Codice penale svizzero, RS 311.0, art. 321. Fedlex.
- Sondaggio EY sull’intelligenza artificiale nelle aziende svizzere (in tedesco). 604 intervistati, più della metà in aziende con oltre 1’000 dipendenti. EY Svizzera, 27 maggio 2026.
- How your data is used to improve model performance (in inglese). OpenAI, centro assistenza, consultato il 9 settembre 2026.
- Enterprise privacy at OpenAI (in inglese). OpenAI, aggiornato l’8 gennaio 2026.
- Enterprise data protection in Microsoft Copilot and Microsoft Copilot Chat (in inglese). Microsoft Learn, aggiornato ad agosto 2026.
- Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale (AI Act), art. 2, 4 e 113. EUR-Lex.
- Regolamento (UE) 2026/1744 dell’8 luglio 2026, art. 1 punto 5. Gazzetta ufficiale dell’UE del 24 luglio 2026, in vigore dal 27 luglio 2026. EUR-Lex.
- Regolamentazione dell’IA: il Consiglio federale intende ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa. Consiglio federale, 12 febbraio 2025.
Scritto da Alessandro Scerpella. Fonti verificate il 9 settembre 2026. Se trovi un dato che non torna, scrivici a info@digitam.ch.
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